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Sarò pessimista, comunista o altro... Ma non avete notato anche voi delle somiglianze di Sua Magnificenza Silvio con un altro ometto basso, pelato e completamente fuori di testa??? Bhé, se non è chiaro vi rinfresco la memoria... Portava sempre delle camice nere (che lo sbattevano molto... Fossi stata la sua consigliera di moda, gli avrei proposto un altro colore... Che so... Un bel rosso....). Se le camice nere erano tutte in tintoria, allora passava alla divisa militare... Ancora niente? Ok... Predappio.... L'Avanti... Nada de nada? Mmm.... Ah sì, ogni tanto si divertiva ad esaltarsi dal balcone di Palazzo Venezia a Roma a gridare "Italiani!"... (che la folla li sotto fosse costretta ad andare se volevano avere un pezzo di pane da poter dare ai loro figli è un altro discorso.... Alcuni invece erano fuori come lui e il balcone dal quale si affacciava e andavano a esortarlo di loro spontanea volontà...). Ok.... Ultimo indizio: amava le fasce!
Esatto, proprio lui, Benito Mussolini!
Ok, adesso, riprendendo il discorso principale, non notate alcune somiglianze tra Benny e Silvy?
Bhé, nel caso in cui qualcuno avesse delle fiorentine davanti agli occhi che gli oscurano la vista, ho pensato di aprire una discussione in cui poter mettere tutti i vari passi verso la Dittatura (Ufficiale intendo, quella ufficiosa è già in atto). E anche le straordinarie gaff di Silvy, che girovagando nel mondo ci fanno fare davvero una buona, se non ottima, figura... Come se ne avessimo bisogno, poi...
Notizia del 30 ottobre 2008 - 14:30
In onda solo ottimismo
Berlusconi sbotta: la Rai non fa che aumentare l'ansia degli italiani. «Basta diffondere panico, ora intervengo»
La Borsa crolla? Le famiglie non arrivano a fine mese? L'inverno sarà freddo e rigido dal Nord al Sud? Tutto potrebbe cambiare: Berlusconi ha deciso di risolvere la situazione personalmente. Tutti staranno meglio tranne l'informazione, per la quale si prevedono tempi ancora più bui. «Farò in modo che la tv pubblica e quella privata non siano ansiogene. La tv pubblica non può essere il punto principale di pessimismo. Basta diffondere panico, ora intervengo». Cribio.
Aveva ragione Enzo Biagi, quando scrisse: «Avesse un po' di tette, avrebbe fatto anche l'annunciatrice». «I mass media diffondono pessimismo sull'attuale crisi finanziaria che investe i nostri mercati» ha detto ieri il presidente del Consiglio a Confcommercio, «Bisogna tenere i nervi saldi ed essere tranquilli. Io invece, sono ottimista come sempre». E ancora «Io continuo a diffondere serenità ma, ogni volta che accendo la televisione, mi accorgo che non lo fanno i nostri politici, i nostri economisti, i nostri giornalisti».
Accontentiamolo riportando un suo messaggio: «Andate tutti in vacanza in Kazakhstan: lì c'è un signore che è mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie». Il signore in questione si chiama Noursoultan Nazarbayev ed è presidente da 18 anni, rieletto l'ultima volta per l'appunto con il 91% dei consensi. Roba da far venire ancora più ansia che a sentire, nello stesso giorno, il suo ministro dell'Economia dire: «La crisi in atto è globale. Che si tratti di recessione è una formula ottimistica ed eufemistica».
Forte dell'idea secondo cui il pessimismo finisce con l'alimentarsi come nelle profezie che si autoavverano ce la mette tutta, alternando serio e faceto, a infondere un po' di buonumore agli astanti del commercio. Ci attendono discorsi settimanali alla radio come negli Usa e annunci a reti unificate, magari con la calza sulla telecamera a rendere tutto un po' più soft? Chissà. Di sicuro ora si spiegano l'ultima canzone C'è amore, la nottata in discoteca, la comparsata al Bagaglino.
È appena tornato dalla Cina e si sente ispirato: «Lì ho visitato una diga a forma di fiore da cui mettendo una mano sul pulsante si illumina la città. Ho pensato di fare lo stesso in Sardegna...». Adesso si sta scherzando ovviamente. Che si può fare di concreto? Contro il caro-prezzi esorta «Se ci potrà essere, da parte vostra, un'inizitiva tipo il caffè o il cappuccino amico oppure il tramezzino amico con un certo prezzo fisso, questo può aiutare anche psicologicamente». Bella, anche questa. Perché era una battuta vero?
(Libero News)
P.S.: ho pensato di scrivere le notizie in rosso perchè so che è il colore preferito da Silvy....
P.P.S: Siate Ottimisti! O Silvy si arrabbia pover'uomo!
6/11/2008 (16:29)da "LA STAMPA"
Berlusconi: "Obama ha tutto è bello, giovane e abbronzato" Il Pd attacca: «Pessima battuta». La replica: imbecilli, era carineria
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ROMA Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d’accordo» con il presidente russo Dmitri Medvedev. Se ne è detto convinto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda sul futuro delle relazioni russo-americane con il prossimo capo della Casa Bianca a conclusione del vertice italo-russo, a Mosca. Il premier italiano ha assicurato che si adopererà per facilitare il dialogo tra le due potenze. Poi, strappando una risata al leader del Cremlino, la battuta sull’abbronzatura del neo-eletto Obama.
Il premier italiano si è inoltre detto fiducioso che «le speranze» generate dalla nuova generazione di leader mondiali - Medvedev e Obama - «non siano deluse». Poi nei panni di chi ha sicuramente più esperienza, Berlusconi ha aggiunto: «Io come anziano cercherò di ispirare e unire le persone». Dopo pochi minuti arriva la precisazione del premier: «Veramente c’è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria, se scendono in campo gli imbecilli siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli», ha detto Berlusconi replicando alle reazioni piovute sulla sua affermazione. «Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a.....». Berlusconi non ci sta a ritenere una gaffe su Obama «bello, giovane e abbronzato». Il premier replica: «se hanno anche il torto di non avere "sense of humor" peggio per loro...».
Ma, nonostante le precisazioni, la gaffe di Berlusconi fa insorgere l'opposizione. «Obama bello e abbronzato? Berlusconi chieda subito scusa», dice Dario Franceschini, vicesegretario del Pd. «La migliore delle ipotesi - afferma - è che Berlusconi non riesca più a controllarsi. Dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è "giovane, bello e anche abbronzato" suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità». «Chieda subito scusa - conclude Franceschini - e non coinvolga più l’Italia nelle sue affermazioni quantomeno di pessimo gusto». Sulla stessa linea il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori Massimo Donadi: «Con le sue battute infelici e grevi Berlusconi scredita l’Italia sullo scenario internazionale. Mai un presidente del Consiglio era caduto così in basso, lasciandosi andare a battute d’avanspettacolo che tradiscono un razzismo strisciante».
Pd e Idv vanno all’attacco del presidente del Consiglio. Pierluigi Castagnetti e Fabio Evangelisti in Aula alla Camera si sono rivolti al presidente Gianfranco Fini per esprimere la loro «indignazione» per il «danno di immagine a tutta l’Italia» causato dal premier. «Le agenzie riportano apprezzamenti che Silvio Berlusconi avrebbe fatto nei confronti del nuovo presidente degli Stati Uniti - ha detto l’esponente del Pd rivolto a Fini - apprezzamenti molto gravi che non è il caso di sottolineare alla sua attenzione, alla sua sensibilità e al suo equilibrio politico, per le ripercussioni di immagine di tutto il nostro paese. Il presidente del Consiglio quando va all’estero e fa certe affermazioni coinvolge tutto il paese e anche noi ci sentiamo offesi e non rappresentati. Ci auguriamo - ha concluso Castagnetti - che quanto riferito non corrisponda al vero, in caso contrario esprimiamo forte indignazione per un capo di governo che danneggia l’immagine dell’Italia in tutto il mondo». Evangelisti si è associato alle parole di Castagnetti, ed è intervenuto per dichiare come sia «opportuno un intervento che richiami tutti ad un più corretto comportamento istituzionale».
5/11/2008 (11:17) - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO AL SALONE ALLA FIERA DEL CICLO E MOTOCICLO da "LA STAMPA"
Tav, il pugno duro di Berlusconi: "Useremo la forza contro i blocchi"
Il premier accelera sul corridoio 5. L'opposizione: no alla via militare. Matteoli frena: «Solo una battuta»
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MILANO I trafori alpini dell’Alta velocità devono essere realizzati e al più presto, e il governo, se necessario, garantirà anche «con l’uso della forza» la riapertura dei cantieri. Parola di Silvio Berlusconi, che dall’inaugurazione dell’Eicma di Milano, annuncia anche l’arrivo di «16 miliardi di euro» per finanziare le infrastrutture.
Ma le sue parole scatenano le ire dell’opposizione, che rifiuta la «via militare», rivendica la paternità dell’apertura «di tutti i cantieri della Tav» e accusa il governo di non aver stanziato nemmeno «un euro» in Finanziaria per sostenere le grandi opere. Il messaggio del premier è chiaro: il governo non permetterà altri ritardi nella realizzazione dei trafori alpini e metterà a disposizione «16 miliardi, dopo che la sinistra aveva bloccato i nostri piani e i cantieri come il Frejus, per colpa di Rifondazione Comunista».
Ma il Cavaliere ribadisce anche un pensiero che già aveva espresso in materia di diritto allo studio: non è possibile che una minoranza possa pretendere di fermare i cantieri, «perchè questo non è espressione diretta di democrazia, va contro ai cittadini, ai viaggiatori e allo Stato». Per questo è intenzionato a usare il metodo che ha portato buoni frutti in Campania: «Lo Stato - ha detto il Cavaliere - garantirà la possibilità di realizzare i trafori alpini del Corridoio 5 anche con l’uso della forza, così come ha fatto in Campania per l’emergenza rifiuti». Il primo a reagire alle parole del Cavaliere è Antonio Di Pietro, ex ministro delle Infrastrutture del governo Prodi: invece della forza, sarebbe meglio mettere in campo «la concertazione» e soprattutto, sottolinea Di Pietro, «individuare i fondi», visto che «questo governo non ha stanziato neppure un euro per la legge obiettivo e per le infrastrutture in generale».
E Sergio D’Antoni, responsabile Mezzogiorno del governo ombra del Pd, ricorda al premier che «tutti i cantieri dell’Alta velocità sono stati aperti dal centrosinistra». Ma a scatenare l’altolà dell’opposizione è soprattutto l’ipotesi dell'uso della forza. Il Pd, chiarisce Roberto della Seta, è «contrario alla via militare per le infrastrutture» e attacca: «Immaginare, come fa Berlusconi, che per fare le infrastrutture in Italia si debba usare la forza militare è, oltre che inaccettabile, davvero suicida», perchè è il modo migliore «per esacerbare l’opposizione delle comunità locali». E Monica Frassoni, presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, definisce «inquietante» la «pretesa di usare l’esercito per gestire il territorio».
Si spinge fino a paventare lo Stato di polizia Vittorio Agnoletto, che lo scorso anno fu a capo delle proteste della Val di Susa: «Ha iniziato con l’esercito a Napoli, ha proseguito con i militari nelle grandi città, poi con i carabinieri nelle scuole e ora vuole mandare l’esercito in val Susa. Berlusconi vuole trasformare la Costituzione in carta straccia e l’Italia in uno Stato di Polizia, dove qualunque dissenso espresso democraticamente verrà represso con la forza». A gettare acqua sul fuoco il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo il quale le parole del premier vanno interpretate «come una battuta per dimostrare quanto sia un’opera importante per il governo».
MOSCA A fare marcia indietro non ci pensa proprio Silvio Berlusconi che anzi, di fronte alle critiche piovute per le sue parole su Barack Obama, contrattacca assegnando la «laurea del coglione» a chi, come il Pd, ha sparato a zero su quel suo «abbronzato» rivolto al presidente eletto degli Stati Uniti d’America.
Il presidente eletto, aveva detto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente russo Dmitri Medvedev al Cremlino, «è giovane, bello e anche abbronzato». Tutte qualità, aveva aggiunto il premier, che gli consentiranno di migliorare i rapporti fra Usa e Russia, riallaciando buone relazioni con il leader russo, anch’egli rappresentante di una «nuova generazione» politica. Una frase che aveva scatenato un’ondata polemica, in Italia, da parte dell’opposizione ed in particolare del partito democratico di Walter Veltroni.
In serata, dopo una cena con il premier russo Vladimir Putin e una «passeggiata» per le vie di Mosca, il presidente del Consiglio è rientrato in albergo. Qui, davanti ai giornalisti che lo attendevano, non si è sottratto alle domande ed anzi ha rincarato la dose. «Perchè? C’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona», ha detto nella hall del grande albergo del centro che lo ospita. Quella che segue è una conversazione informale con i cronisti. Il premier appare disteso e rilassato, per nulla impensierito dal putiferio esploso in Italia. Anzi, il suo è un contrattacco in piena regola. «Mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso», ha aggiunto.
E poi ancora sull’atteggiamento del centrosinistra: «L’opposizione italiana non mi sorprende più. È contro il Paese, contro il bene e l’interesse del Paese. Sembra siano sempre in campagna elettorale. Che devo dire di più? Noi andiamo avanti, governiamo e cercheremo di realizzare il nostro programma indipendentemente dall’ opposizione». Quanto alle critiche, ha detto, «ormai ci abbiamo fatto l’abitudine». Le polemiche, insomma, non sembrano toccarlo: «Quello che so - ha sottolineato - è che quando veniamo qui siamo in una sintonia totale con il presidente e con il primo ministro». In merito ai rapporti con gli Usa ha aggiunto: «Avete visto come sono stato accolto dal presidente Bush? La stessa cosa avverrà con la nuova amministrazione». E a proposito del rapporto con il prossimo inquilino della Casa Bianca, Berlusconi ha detto: «Sono sicuro che avremo modo di collaborare, così come abbiamo fatto con Clinton, grazie all’amicizia che abbiamo con il partito democratico e con Nancy Pelosi».
Insomma, il premier è convinto che con Obama «lavorerà benissimo», a partire dall’incontro che avrà il prossimo 15 novembre a Waschington in occasione del G20 sulla crisi finanziaria internazionale. E, sull’onda delle polemiche per la battuta su Obama «abbronzato», Berlusconi rilancia le critiche all’opposizione anche prima di imbarcarsi sull'aereo che lo riporta in Italia: «Pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione. Quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiarsi, da autocertificarsi pubblicamente - ha detto stamattina il presidente del Consiglio, lasciando l’hotel moscovita dove ha alloggiato -. Lo hanno fatto. Li conoscevamo già, ma non pensavamo fossero così imbecilli». Il premier ha sottolineato che la lettura dei giornali italiani di oggi non lo ha affatto turbato. «Certo che sono ancora di buon umore», ha dichiarato ai reporter.
Questo è completamente impazzito....sentite cosa si è inventato ancora...
SCUOLA: COSSIGA A CAPO POLIZIA, CI VORREBBE UNA VITTIMA. IDEALE BAMBINO
(ASCA) - Roma, 8 nov - L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga torna a parlare delle manifestazioni studentesche e ribadisce la sua sollecitazione per una dura repressione. Ma Cossiga va oltre: in una lettera aperta al capo della Polizia consiglia di aspettare 'tempi peggiori' di quelli di oggi, in sostanza incidenti gravi che (dopo aver suscitato paura e odio nella gente) giustifichino la repressione verso gli studenti. E' in questa prospettiva che Cossiga sostiene che ''l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio una donna o un bambino''. Cossiga si augura che siano solo feriti anche solo in modo grave e riserva il morto alle forze dell'ordine ('in tenuta ordinaria') durante devastazioni di strade e negozi. Tutto questo dovrebbe, nel disegno di Cossiga, permettere di ''intervenire massicciamente e pesantemente'' e ''senza arrestare nessuno''.
Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della CAritas o di Pax Christi.
La lettera sta gia' suscitando (o accrescendo) perplessita' in ambito politico e vecchi amici di partito di Cossiga, che non vogliono essere citati, si chiedono se parli solo in astratto o se la strategia suggerita sia stata da lui sperimentata in qualche modo in passato.
Di seguito il testo della lettera aperta di Cossiga al capo della Polizia Antonio Manganelli. ''Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l'ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.
Ma osando contro l'osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu' grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E' stato, mi creda! un grande errore strategico''.
ROMA - "Fin quando sarò al governo non mi siederò mai ad un tavolo con questi individui". Per l'ennesima volta Silvio Berlusconi sbatte risoluto la porta del dialogo in faccia alla sinistra. Sulla giustizia come su tutto il resto. "Marxisti leninisti", li bolla il premier, citando Dante per dire invece che il suo governo è "un nuovo inizio, il Paradiso che promette all'Italia il cambiamento necessario". A partire da una riforma della giustizia, da fare anche mettendo mano alla Costituzione, che "si può cambiare dando poi l'ultima parola ai cittadini, perché questa è la democrazia".
Assai irritato dalle parole durissime pronunciate ieri da Walter Veltroni, Berlusconi affonda convinto che il Pd non si smarcherà mai da Di Pietro. Avanti da soli, sprona perciò deciso il premier. Anche se è "difficile" che la riforma possa farsi entro Natale. Una proposta arriverà presto in Parlamento e "garantirà i cittadini con la separazione degli ordini, perché un pubblico ministero deve avere gli stessi diritti doveri di un avvocato, andare dal giudice, bussare la porta e prendere un appuntamento".
Dialogo non ci sarà, dunque. "Non accetto di parlare con questo tipo di persone - argomenta fermo Berlusconi mentre presenta il nuovo libro di Bruno Vespa - Non posso dialogare con chi accusa l'avversario di essere Hitler, il diavolo, di non avere voce in capitolo sulle questioni morali. Questa sinistra non è democratica, non è riformista". E chi ora chiede al Cavaliere un ripensamento sull'Iraq, sappia che "l'Italia non ha partecipato alla guerra. Semmai è stato D'Alema ad autorizzare le bombe sulla Serbia".
Solo al mattino, Berlusconi scherzava in una lunga intervista ad un rotocalco patinato: "Non vi libererete di me tanto presto, mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Non ho mai avuto defaillances". Un piglio decisionista che, poche ore più tardi, confermerà seduto accanto al conduttore di 'Porta a Porta', per presentarne il "grande affresco che ricorda il poema dantesco", dove il Paradiso si incarna nel Berlusconi IV.
Così il premier, alla vigilia del Consiglio europeo che discuterà di clima, annuncia che porrà "senza nessuna esitazione il veto, se saranno colpiti gli interessi italiani in modo eccessivo". E in un giro di orizzonte a 360 gradi, garantisce deciso che "non ci sarà nessun aumento delle truppe italiane in Afghanistan", sostiene sicuro che "per la nuova Alitalia siano da preferire accordi commerciali con partner stranieri ad ingressi nel capitale", promette che penserà "ad un aumento degli amortizzatori sociali con fondi Ue se la crisi di estenderà".
E ancora Berlusconi torna a bacchettare "la scandalosa tv pubblica, dove il dileggio del premier è all'ordine del giorno". E ribadisce di non aver nulla a che fare con le scelte in Vigilanza e ai vertici Rai: "Non me ne sono interessato e non me ne voglio interessare. Villari? Mai conosciuto, anche se un certo Orlando mi accusa di aver lavorato per la sua lezione". Quanto a Sky, nel mirino sono ancora "le becere accuse ricevute per aver riportato alla norma l'Iva di un'azienda che ha superato in utili sia Rai che Mediaset ed ha già agevolazioni come il monopolio satellitare e nessun vincolo sulla pubblicita".
C'é ancora spazio per ricordare con fermezza all'Udc di Pier Ferdinando Casini che "le porte sono spalancate, ma dentro al Pdl" e dire che la legge elettorale per le europee resta quella attuale, senza preferenze. Anche l'Italia, Paese tanto amato, merita il rimbrotto del premier, che la vede "provinciale", "non più caput mundi" e la sprona al cambiamento.
Parole tenere solo per la moglie Veronica, tornando sulla solitaria presenza di lei alla prima scaligera domenica scorsa. "Volevo farle una sorpresa, ero tornato a casa per accoglierla al suo ritorno ma mi sono ritrovato solo da solo". E a Vespa che galante sottolinea l'eleganza della mise della first lady: "Ho visto. Ed anche molto apprezzato".
IL PREMIER CHIAMA L'UDC MA PALETTI DA AN, NO MANI LIBERE Silvio Berlusconi 'chiama' l'ex alleato Pier Ferdinando Casini e gli srotola davanti tappeti rossi in nome della vecchia amicizia politica, ma Alleanza nazionale si mette di traverso e fissa dei paletti non avendo alcuna intenzione di facilitare un rientro dei centristi e senza che paghino pegno. Per parte sua, l'Udc sembra compiacersi per il corteggiamento ma non appare al momento intenzionata a cedere alle lusinghe. Intanto però Casini si è seduto con il ministro Angelino Alfano attorno al 'tavolo' per la riforma della giustizia suggellando così la dichiarata volontà di contribuire al disegno riformatore. Ed è proprio questo il tema che sta più a cuore a Berlusconi che di certo ha apprezzato la disponibilità manifestata dal leader dell'Udc che peraltro ha avuto parole sprezzanti per l'inviso Di Pietro e il suo "giustizialismo".
"Per Casini le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate", ha quindi esordito Silvio Berlusconi rivolto all"amico ritrovatò (almeno sul versante della giustizia). "Casini - non ha mancato di recriminare il premier - ha deciso di non far parte del Popolo della Libertà e ha scelto una strada che lo sta portando su posizioni che hanno deluso molti suoi elettori e buona parte degli ex dirigenti dell'Udc". Ma il tempo sana le ferite e "speriamo cambi idea". In serata, poi, Berlusconi è tornato a tendere la mano all'ex amico Pier, circostanziando l'offerta anche alla luce delle prese di posizione giunte da An.
"Porte spalancate" nel Pdl "che si formerà e avrà vita con il congresso che pensiamo di poter celebrare nella seconda parte del mese di marzo", ha detto il Cavaliere facendo presente all'Udc che ha l'opportunità di tornare all'ovile ma fondendosi nel Pdl, non restandone al di fuori come ad esempio la Lega. E il nodo è proprio questo, quello mai sciolto e che determinò la rottura in prossimità delle elezioni politiche.
Casini non ha mai avuto intenzione di sciogliersi nel contenitore unico e anzi tiene molto alla identità centrista che non solo non intende barattare, ma vuol far crescere e moltiplicare nel progetto a lui caro della Costituente, tenendosi le mani libere.
E An lo sa. E infatti dal partito di Fini giunge quasi un altolà: "L'Udc è benvenuta" - afferma il reggente Ignazio La Russa - a patto però che "si ravveda" e eviti di "fare la politica dei due forni alleandosi una volta con noi e una volta con la sinistra", altrimenti, conclude liquidatorio il ministro della Difesa, "ognun per sé e Dio per tutti". Anche Andrea Ronchi appare problematico: porte aperte? "solo se scelgono il bipolarismo" e condividono un "progetto politico". Inoltre, "l'Udc deve entrare nel progetto del centrodestra a livello nazionale e a livello locale, senza indulgere nella linea terzoforzista delle mani libere". Prima il congresso di fondazione del Pdl, poi si apre all'Udc, dice Adolfo Urso che suggerisce la linea del passo dopo passo.
Ma, come si diceva, il partito di Casini non si mostra malleabile e le reazioni sono centellinate e all'insegna della freddezza. Rocco Buttiglione, dice che l'Udc non intende rinunciare alla sua identità e con l'occasione recrimina: "Berlusconi dice che le porte sono spalancate? Quindi è disponibile a fare alleanze con l'Udc in tutte le province italiane? Quello che non ho capito è proprio questo. Sembra che per Berlusconi noi siamo bravissimi se entriamo nel partito suo, ma se invece abbiamo un partito nostro siamo dei lebbrosi con cui non si possono fare le alleanze". "Ovviamente - è la conclusione del ragionamento del presidente del partito - noi non rinunciamo alla nostra autonomia e alla nostra identità".
ROMA «Sì all'aumento dei militari nelle città ma prima ne dovrò parlare con Napolitano». Silvio Berlusconi precisa così la posizione del governo dopo l'annuncio di ieri con il quale il premier aveva sottolineato la necessità di 30 mila militari per garantire la sicurezza sul territorio.
«Aumentare la presenza dei militari sarebbe un modo per dare agli stessi militari un sentimento di utilità e per non essere soli a fare i guardiani del deserto dei Tartari», rimarca Berlusconi che poi avverte che «l’argomento si dovrà approfondire perchè il capo delle Forze armate è il presidente della Repubblica e non ne abbiamo ancora parlato». A chi gli chiede se la vicenda degli stupri abbia accelerato l’intenzione del Governo e spinto l’esecutivo ad utilizzare un numero maggiore di militari, Berlusconi (a Sassari per un comizio elettorale) ha replicato: «Sì, l’ha accelerato ma era una cosa in itinere».
Commentando l'aggressione avvenuta due giorni fa a Guidonia Berlusconi ha affermato che «anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare». «Non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai», ha aggiunto il premier. Berlusconi non ha poi risparmiato una frecciata all'opposizione: «La sinistra critica sempre tutto quello che noi proponiamo non ha altro da fare. Quello è il mestiere che si sono dati e lo sappiamo», ha detto il premier.
possono sempre capitare???? solo un insensibile bastardo direbbe una cosa del genere... altro che offensivo... ennesima dimostrazione di insensibilità, ignoranza e deficienza del nanetto mafioso
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come ho potuto non ricordarvi le figure di non dico cosa del nanetto mafioso? scusate... comincerei col postarvi alcuni link, mooooolto interessanti! (solo, lasciate perderei commenti.... fanno accapponare la pelle alcuni....)
ecco il primo, un sito in cui ho trovato alcune delle figure + merdose del bastardo: EXCURSUS
segue l'articolo della "Repubblica" sull'incidente diplomatico tra Italia e Finlandia nel 2005, grazie sempre al nanetto, che ha fatto delle dichiarazioni secondo le quali ha usato tutte le arti da play-boy con la Prima Ministra finlandese...... "Repubblica", 22/06/2005
ma proseguiamo con gli innumerevoli video trovabili su YouTube con le sue figuracce... comincerei con quello in cui Schulz lo smerda brutalmente e lui sa solo dargli del Kapo....